“Cose da fare”, l’album di esordio di Paolo Ronchetti

paolo ronchetti -album - cose da fare
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LA NOSTRA RECENSIONE

Paolo Ronchetti

Non a caso il primo album da autore di Paolo Ronchetti, cantante e chitarrista, si intitola “Cose da Fare”. E’ maturo tanto da iniziare a fare qualche bilancio della sua vita, ma non troppo per lasciar andare la sua esistenza e la musica senza aver detto la sua. E’ cosi che Paolo presenta questo lavoro, dopo tanto suonare, con tante band, con molti musicisti. Oltre che tanti artisti anche tanti generi ed età, tanto da poter tranquillamente attraversare indenne i cieli delle vecchie e delle nuove generazioni.

Avevamo già incontrato Paolo Ronchetti nella presentazione di uno dei due singoli che preannunciavano l’uscita dell’album. Si tratta di “(Cosa devo fare) Quando piove forte“, uscito in anteprima insieme proprio a “Cose da fare”, che poi ha dato il titolo a questa raccolta di dieci brani dell’autore.

In questo viaggio nel suo album partiamo proprio da “Cose da fare”, una ballad rustica, starebbe bene immaginarla tranquillamente nelle sconfinate lande americane ma anche nelle nostre campagne aperte. La voce di Paolo e graffiata e penetrante. Scandisce i pensieri netti che gli vengono, guardandosi da fuori. Non gli interessano i perbenismi estetici della voce, tira dritto al significato, che da solo riempie la mente di sensazioni e pensieri. C’è poco tempo ormai e tanto da fare. Il tempo ti insegue e la notte e il giorno sono già pieni e non hanno posto per noi.

Arriva poi “Quando piove forte” e siamo negli anni 80. Il ritmo è sostenuto. Onnipresente la chitarra acustica ora accompagnata dai fiati. Qui Paolo Ronchetti è accompagnato dal coro nel ritornello. E’ uno rock in levare che fa da contrasto al significato del brano, che parla di dare utilità e un significato ad una giornata di temporale, fermandosi a fare cose che, diversamente, non avremmo mai fatto perché presi dalla vita frenetica che scorre.

“Attendo il sereno” è forse la giusta prosecuzione, dopo la tempesta di pioggia del brano precedente. Ma qui è la ricerca del sereno dentro noi stessi, dopo che la sofferenza ha distrutto tutto, passandoci sopra come un uragano. Il mood è solitario e profondo, intimo. Un’analisi di un momento brutto che attende ancora di essere esorcizzato. Il pezzo finisce bruscamente e lascia il posto a “Donna”.

“Donna” è una struggente analisi dell’essere femminile, visto con gli occhi appassionati ma feriti di un uomo che ha vissuto storie intense e burrascose. E’ un brano comandato dal sax soprano e dal contrabbasso, ma sono abbastanza, insieme a un leggero violino e la voce di Paolo. Un bellissimo brano.

“Gatsby” con il suo beat costante e le sue variazioni è ancora un’analisi del percorso di vita dell’autore, delle sue cicatrici, i suoi errori, i rimpianti. Poi c’é “L’amore è una focaccia calda” dove Paolo Ronchetti duetta con Laura Ceriotti. Un pezzo lento e scarno dove gli strumenti fanno poco ma significano molto.

A seguire “Indifferentemente”, così alternativamente bella, un po anni 60, un po rock, un po blues. Così differentemente canzone. Piena di parole e di stacchi. Cinque minuti che non annoiano assolutamente.
Arriva poi “Vedi come passa il tempo”, un pezzo alla De Gregori, simpatico e movimentato. Quasi un mood di un brano di una colonna sonora di un film di animazione.
A seguire “Padrone”. I soldi sono il ‘movente del perdono’, ma in fondo ogni uomo é un animale, che ‘vomita caramelle dalle budella’. Un brano duro di un uomo peccatore tra uomini che attraversano mondi ed epoche.
Chiude questa raccolta assai variegata “Adoro le canzoni di natale”. Così triste e rievocativa. La nostalgia di un tempo e di sensazioni pure che non potranno forse tornare mai più.

Un album, questo di Paolo Ronchetti, di buonissimo cantautorato che ha, tra le cose positive, il dono di essere il risultato decantato e condensato di una vita di esperienze che poi, finalmente, hanno visto la luce e sono arrivate sino a noi. E’ una raccolta molto variopinta ma sicuramente un’album più introspettivo che musicale, anche se è molto ben suonato e orchestrato. Semplice ma introverso è sicuramente un pezzo d’arte da ascoltare per chi ama la musica vera e suonata.


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IL COMUNICATO STAMPA

E’ disponibile dal 20 Maggio 2024 su tutti i digital stores “Cose da fare“, il primo album in studio del cantautore Paolo Ronchetti, in uscita per DELTA Records & Promotion.

Anticipato dai due singoli “(Cosa devo fare) Quando piove forte” e “Cose da fare“, l’album lo potete trovare sia in formato fisico con il CD, oppure in vinile numerato.

Presentazione di “Cose da fare“

“Dopo più di quarantacinque anni passati a cantare e suonare in centinaia di concerti con infiniti brani e generi in repertorio è arrivato il momento di cantare qualcosa di profondamente mio”

Paolo Ronchetti per “Cose Da Fare” (suo esordio in uscita a Maggio 2024 in Digitale, CD e Vinile numerato) ha scritto dieci canzoni che gli assomigliano: piene di passioni e riferimenti, canzoni nate per essere suonate soli con una chitarra come per essere arricchite da arrangiamenti che rispecchiano tutto il suo essere onnivoro e appassionato ascoltatore e musicista.

Una canzone d’autore che deve a mille autori e musicisti riferimenti ormai parte del suo DNA. Canzoni che sanno di libri e cinema ma soprattutto che sanno di pezzi di vita personale e passione intima e trattenuta. Canzoni che devono molto a una voce che non ha paura di appoggiarsi morbida tra gola e cuore, canzoni che suonano intime e personali ma non rinunciano ad essere talvolta taglienti e nervose. Canzoni suonate, cantate e registrate per la maggior parte dal vivo, con musicisti con cui Paolo suona da più di metà della loro vita. Canzoni che sanno di smarrimento, felicità, perdita, vita. Canzoni che sanno cosa sia il tempo che passa e quanto questo tempo sia prezioso.

“Cose Da Fare“ è il suo primo album in assoluto: un album in qualche modo “famigliare” in quanto la maggior parte dei musicisti presenti suonano assieme a lui in vari progetti da più di metà della loro e della sua vita. Dal 2007 ci sono i nipoti e i loro compagni e compagne delle superiori, ora abbondantemente trentenni, con cui suona dalla loro minore età negli Uncles Nephew’s; ci sono i musicisti dei No Project con cui suona dal 1985 jazz e musica affine. Ci sono poi gli amici e i musicisti che sono intervenuti per i due brani in trio.

Link Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/2T2CJClJvP84qZ41qz2Lxf

 

CREDITI

Paolo Ronchetti: voce e chitarra classica
Gianmario Cirocco: basso
Pietro Girgenti: batteria
Gabriele Paludetto: chitarre acustiche e cori
Roberto Rossi: chitarre elettriche
Napo (Luigi Napolitano): sax baritono e tenore in Cosa devo fare, L’amore è una Focaccia Calda, Indifferentemente, Padrone
Sara Rapino, Giulia Melgrati e Laura Ceriotti: voci in Cosa devo fare e Vedi come passa il tempo
Laura Ceriotti duetta in L’amore è una focaccia calda
Ausonio Calò e Marco Piccirillo: Sax Soprano e Contrabbasso in Donna
Davide Merlino (Vibrafono e Toy Instruments) e Roberto di Musso (Contrabbasso) in Adoro Le Canzoni di Natale

Testi e Musica di Paolo Ronchetti (il testo di Donna viene da una intensa chiacchierata con l’amica di sempre Alberta Cesaris; il testo di Padrone da una rielaborazione di uno scritto di Annalisa La Porta).

Arrangiamenti di Paolo Ronchetti con la collaborazione di tutti musicisti.

Prodotto da Michele Anelli.

Registrato da Antonio Polidoro al Blap Studio di Milano nel gennaio 2023 e da Michele Anelli allo Streetcore di Talonno di Invorio tra agosto 2022 e giugno 2023.

Mixato da Taketo Gohara con il Mobilis In Mobili tra luglio e settembre 2023.

Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà tra luglio e settembre 2023.

Progetto grafico di Annalisa Castelli.

Foto di Federico Sponza, Paolo Ronchetti, Michele Anelli, Francesco Salemme.

Progetto e regie video di Francesco Zucchetti.


BIOGRAFIA DI PAOLO RONCHETTI

Paolo Ronchetti

Paolo Ronchetti nasce a Milano il 4-6-1962 dove frequenterà l’Istituto D’arte Beato Angelico. Lì si appassiona anche di musica e, assieme a cantautori e rock, si innamora del primo punk sino a formare assieme a compagni di scuola, siamo ad inizio 1978, la sua prima (punk) band, gli Hogs, che durano lo spazio di un semestre scolastico. Da lì in poi si susseguono 45 anni in cui, come cantante e chitarrista, Paolo Ronchetti sperimenta la musica a 360 gradi: polifonia, Alternative (ma anche Mainstream), Jazz, Avanguardia, improvvisazione radicale, canzone d’autore italiana e internazionale, Soul, RnB e più o meno tutto ciò che è all’interno degli spazi vuoti tra tutti questi generi, compresi i laboratori musicali all’interno del suo lavoro di educatore. Il tutto suonato con centinaia di live e decine di progetti come leader, side man o coordinatore di progetti speciali ed omaggi.

Tra i progetti più importanti degli ultimi 20 anni ci sono il trio vocale dei Gobar che ha lavorato su una rilettura acustica ricercata e potente del repertorio Punk, Pre Punk e Post Punk UK e Usa (anche in spettacoli e presentazioni dei libri dedicati da Marco Denti a Ronald Reagan e Margaret Thatcher). Con i Gobar partecipa a tre lavori di Evasio Muraro (O Tutto O L’Amore – 2010; Controtempo – 2013) e il brano E Se Ci Diranno nella raccolta Sulle Labbra Di Un Altro dedicato a Luigi Tenco e presentato in quartetto dal vivo alla Sala Stampa del Premio Tenco 2012). Da solista registra, assieme a Marcello Milanese, il duetto Strength con il Jama Trio all’interno del loro esordio 11.11.11. Poi, tra il 2011 e il 2019, porta in giro uno spettacolo sul primo Jannacci (Andavo a Rogoredo – Un Quasi Spettacolo Su Jannacci e Milano) con esibizione, nel 2013, anche con la band di Jannacci e un omaggio a Tom Waits con i Tom The Cat con cui partecipa per due anni al Buscadero Day (2015 e 2017) e per due anni al Townes Van Zandt international Festival (2016 e 2018).

Dal 2010 Paolo è stato una delle anime musicali che ruotavano intorno al negozio di Dischi e libri Zig Zag di San Donato Milanese dove per anni ha animato presentazioni ed omaggi sia da solista che alla testa di piccoli ensemble progettati per l’occasione.

Oltre che bulimico cantante/musicista Paolo è anche ascoltatore appassionato dalla A degli A Toy Orchestra alla Z di John Zorn di cui è tra i più grandi conoscitore e collezionista non solo italiani. Da più di trent’anni frequenta assiduamente festival di cinema e sale cinematografiche. Scrive da più di un decennio di Musica e Cinema su Mescalina.it.


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