“Red Tip”, il primo singolo degli Happy Fear Club

Happy Fear Club - foto 2

LA NOSTRA RECENSIONE

Happy Fear Club - foto 7Dominato da una chitarra slide nostalgica “Red Tip” è un brano che procede tranquillo ad eccezione di due bridge ben orchestrati e di un finale frizzante ed alternative, quasi esclusivamente musicale nel quale si avverte l’eco delle esperienze musicali della band. La voce dritta e rievocativa è priva di fronzoli e si alterna nelle varie parti del pezzo, dando un po’ di movimento e colore, ma sempre morbida sino ai due momenti di variazione che, insieme al finale, danno carattere a questo pezzo.
“Red Tip” è il pezzo di esordio degli Happy Fear Club, una band siciliana, una formazione che ha il desiderio, anzi, più la necessità di dare sfogo ai bisogni artistici dei componenti, che grazie all’incontro fortuito tra Massimiliano Amoroso e Vincenzo Polizzi (rispettivamente bassista e chitarrista della band), e poi, a seguire, con l’ingresso di Enrico Tomaselli (il batterista) e Brenda Taormina (la cantante), ha potuto vedere la luce ed iniziare da subito a forgiare l’identità del progetto.
Il loro suono è ruvido e reale, sembrerebbe essere finito nel brano quasi in presa diretta. Non si avvertono sovrastrutture e particolari sofisticazioni sonore, tanto in voga in questi ultimi anni, senza le quali – recitano i mantra dei produttori odierni – ormai i pezzi rischierebbero di fallire tutti. Ma questa linea di pensiero è forse solo l’invito, la propaganda, a non discostarsi dalle regole degli standard sonori, dall’omologazione ormai imperante, che sta per avere il suo capitolo più oscuro e distopico – aggiungerei anche ‘apocalittico’ .. – in quello della musica generativa che ci sta arrivando dall’intelligenza artificiale, che ci inonderà con la sua mediocrità.
Lo stile degli Happy Fear Club, se pur di varia derivazione, in base alle inclinazioni musicali di ciascuno degli elementi della band, perviene alla fine a determinare una scelta che si può localizzare quasi esclusivamente nel campo del rock, con alcune smussature, inserite soprattutto dalla voce e dallo stile di Brenda.
E’ una band costituita, quasi completamente, da musicisti in età matura che hanno il desiderio di realizzare il sogno musicale da protagonisti, perché nel passato è sempre mancato qualcosa o qualcuno o perché si è sempre in lotta con se stessi e con l’idea di non essere mai abbastanza per chi ci ascolta; ma ora, un mondo nuovo si affaccia e sta arrivando velocemente verso di noi, e forse la verità del suono e della musica potrebbe gettare un’ancora di salvezza per chi vorrà pervenire ad un nuovo risorgimento sonoro. 


Link video: https://www.youtube.com/watch?v=uN94-6b2T0A


COMUNICATO STAMPA DELLA BAND

Happy Fear Club - logoGli HAPPY FEAR CLUB si formano grazie ad un’idea di Massimiliano Amoroso, bassista di lungo corso in ambito “alternative” e già fondatore di Betty Ford Center (in seguito diventati Betty Poison), Milk White e Bye Bye Japan, gruppi con cui è risultato vincitore di ben 15 Premi Nazionali (tra cui Heineken Jammin’ Festival e Red Bull Tourbus). Completano la formazione Vincenzo Polizzi alle chitarre, Enrico Tomaselli alla batteria e Brenda Taormina alla voce. Sulle orme di Jack White e della sua etichetta discografica (la Third Man Records), gli Happy Fear Club propongono un mix di alternative, blues e psicho-rock, senza disdegnare qualche elegante derapata nel pop. Un miscuglio strano e personalissimo di bands quali Dead Weather, Yeah Yeah Yeahs e Metric, in cui la voce istintiva di Brenda Taormina può dare sfoggio di sé senza dover necessariamente scimmiottare nessuno, anzi, cogliendo l’occasione di confrontarsi senza eccessive paure con le colleghe decisamente più navigate e famose (la stessa Brenda nelle interviste afferma di essere passata dalla doccia allo studio di registrazione senza alcuna fase intermedia).

Il primo singolo “RED TIP”, presentato in anteprima su XRP RADIO (UK), risulta essere uno strano connubio tra sensualità, atmosfere oniriche ed un latente, quanto graffiante, substrato di sadomasochismo. Una storia torbida ed emozionante, ma pure trattata con la leggerezza di un volo di albatros che percorre le correnti d’aria tiepida.

Happy Fear Club - foto 3Di recentissima formazione (si sono formati ufficialmente nel novembre del 2023), contro tutte le tendenze attuali, hanno sin da subito lavorato durissimo per arrivare ad avere un repertorio completo composto di soli brani originali (eccezion fatta di 4 cover: “Dress” di PJ Harvey, “Dirty Boots” dei Sonic Youth e “Treat me like your mother” dei Dead Weather e “Gold Lion” degli Yeah Yeah Yeahs). In questo senso, le cover, sembrano servire più a contestualizzare il lavoro della band che non compiacere il pubblico, inseguendone bovinamente i gusti musicali. Scegliendo questa strada, la band palermitana sembra distaccarsi completamente dalla volontà di seguire un percorso facile, ma scegliendo il più impervio dei cammini, sembrano ben consapevoli di quanto bisognerà impegnarsi per guadagnarsi ogni più piccolo spazio.

Eppure la band è già nel novero dei 9 finalisti per la Sicilia che si contenderanno la fase finale del noto contest SANREMO ROCK, manifestazione a latere della più nota rassegna musicale italiana (appunto: Il Festival di Sanremo).

Interessante è poi la scelta grafica. La band ha infatti deciso di farsi rappresentare da un simpatico fantasmino, quasi fosse un personaggio mutuato dalla collana per bambini: “Piccoli Brividi”, scelta conseguenziale al fatto di voler narrare storie vere, crude, cruente, selvagge, ma filtrando tutto con una sana ironia. Un’ironia intrisa di senso di meraviglia per il fantastico come per l’orrifico di questo mondo, in cui quotidiano, voo-doo, leggende di marinai e sabbie di deserti interiori si fondono con le storie di tutti noi.

Dopo la registrazione di “RED TIP”, la band è subito tornata in studio, per registrare il secondo singolo che pare si intitolerà “X (the microphone)” e di cui a breve verranno date notizie più certe.


SOCIAL E STREAM DELLA BAND:

Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=61553350747862
Instagram: https://www.instagram.com/happyfearclub/
YouTube: https://www.youtube.com/@HappyFearClub
SoundCloud: https://soundcloud.com/happy-fear-club

CONTATTI DELLA BAND:

E-Mail (band): happyfearclub@libero.it
Referente per la band: Massimiliano Amoroso Tel. 328.4433817
E-Mail (referente): happyfearclub@gmail.com

 

BIOGRAFIA DI MASSIMILIANO AMOROSO

Massimiliano Amoroso, architetto e bassista, ha lavorato con alcuni dei più grandi produttori italiani: Franco Patimo (Mina), David Lenci/Rob Ellis (PJ Harvey, Uzeda, Verdena), Matteo Cifelli (Tom Jones, Modà, Paola&Chiara), Alessandro Sgreccia (Velvet), Paolo Mauri (Sottotono, Afterhours, Luci della centrale elettrica), Daniele Grasso (Afterhours), etc.

Nel tempo ha proposto, in veste di fondatore e songwriter, gruppi alternative-rock quali: Betty Ford Center (in seguito diventati Betty Poison), Milk White, Bye Bye Japan ed altri. Con queste formazioni ha vinto quindici Premi Nazionali, tra i quali Heineken Jammin’ Festival, Red Bull Tourbus, Sotterranea, etc ed innumerevoli piazzamenti di prestigio (Finalista: Tour Music Fest, Sanremo Rock, Martelive, Arezzo Wave – Lazio e Sicilia -, etc). Le stesse formazioni vantano aperture ai maggiori artisti internazionali (Jamiroquai, Yann Tiersen, Glasvegas, etc) ed a moltissimi artisti della scena nazionale (Elio e le storie tese, Linea 77, Tre allegri ragazzi morti, 24 Grana, Super Elastic Bubble Plastic, Piotta, Frankie HI NRG, 99 Posse, etc). Con le sue band si esibisce in numerosi festival (Neapolis, Home Festival, etc). In passato si è esibito anche all’estero (Francia, Olanda, Belgio, etc).

La sua musica è stata recensita dai principali magazine nazionali (Rolling Stone, Rumore, Raro, Rockerilla, Repubblica, etc) e con una certa frequenza è passata nei network nazionali (Rai, Radio Rai, Rai Stereo, Rai 3, R101, Rock Tv, etc).

Da qualche anno collabora in veste di recensore con diverse redazioni di siti musicali fra cui TUTTOROCK. Inoltre è stato insignito del prestigioso Premio Internazionale “Un bosco per Kyoto” (Premio patrocinato dalla Presidenza della Repubblica Italiana) ed, a seguito di ciò, è stato invitato in Campidoglio per meriti musicali.

 

 

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